Comune di Tonadico > Cultura > Santi Patroni

Santi patroni

La profonda religiosità è da sempre radicata nella popolazione ed in passato le giornate nelle case povere e modeste venivano scandite dallo sgranare del Rosario.

Grande importanza era data alle processioni, come quella del Corpus Domini, di Sant'Antonio, di San Rocco o della Madonna Immacolata. Tanti erano anche i momenti celebrati con solennità, dai matrimoni alle nascite, dai riti funebri alle feste patronali. Soprattutto queste ultime divenivano una buona occasione per prendere una piccola pausa dalle strusiade, le fatiche quotidiane, e per indossare el vestì dela festa.

I santi patroni di Tonadico sono San Sebastiano e Sant'Anna, che vengono commemorati rispettivamente il 20 gennaio e il 26 luglio. Dovendo fare una scelta, si è optato per il 20 gennaio come unico giorno festivo del comune.

San Sebastiano

San Sebastiano trafitto da frecce
San Sebastiano nella chiesa di Tonadico

Benché la diffusione del suo culto abbia resistito ai millenni, sono davvero poche le notizie storiche su San Sebastiano, patrono di atleti, arcieri, tappezzieri, vigili urbani e di quanti altri abbiano a che fare con oggetti a punta simili alle frecce.

Sebastiano, nato e cresciuto a Milano, da padre di Narbona (Francia meridionale) e da madre milanese, venne educato nella fede cristiana. Trasferitosi a Roma nel 270, intraprese la carriera militare intorno al 283, fino a diventare tribuno della prima corte della guardia imperiale a Roma.

Nella capitale egli riuscì a conquistare la stima dell'imperatore Diocleziano e approfittando della sua funzione, aiutò molti cristiani che erano rinchiusi nelle carceri. Per questo motivo l'imperatore lo fece arrestare e condannare a morte. Egli venne così legato ad un palo e colpito seminudo da moltissime frecce finchè non venne creduto morto.

Il suo corpo, abbandonato, venne soccorso dalla nobile Irene, vedova di s. Castulo, che si accorse che l'uomo non era morto e decise di curarlo. Miracolosamente Sebastiano guarì e decise di proclamare ancora una volta la sua fede davanti a Diocleziano, che per tutta risposta ne ordinò la flagellazione.

L’esecuzione avvenne nel 304 ca. Il corpo venne gettato nella Cloaca Massima e recuperato poi da un cristiano, avvisato in sogno dal santo, che lo seppellì nelle catacombe.

Sant'Anna

Quadro raffigurante Sant'Anna realizzato da Leonardo da Vinci
Sant'Anna di un quadro di Leonardo

Sant'Anna è patrona di orefici, minatori, falegnami, scultori, carpentieri, tornitori, fabbricanti di scope, tessitori, sarti, straccivendoli e lavandaie e viene invocata nei parti difficili e contro la sterilità coniugale.

Sulla vita della santa, Madre di Maria Vergine, si hanno pochissime notizie certe ma esistono comunque molte leggende popolari. Pur non essendo ricordata nei Vangeli canonici, viene citata in quelli apocrifi della Natività e dell’Infanzia, come ad esempio il “Protovangelo di san Giacomo”, scritto non oltre la metà del II secolo. Secondo tale scritto, Anna abitava vicino Gerusalemme ed era sposata con Gioacchino, uomo pio e molto ricco.

I due pur amandosi moltissimo non erano riusciti ad avere figli ed erano giunti ormai ad un'età tale da escludere la possibilità di generarne. Un giorno Gioacchino si recò come d'abitudine al Tempio per portare un'offerta e venne fermato dal gran sacerdote Ruben che gli disse: “Tu non hai il diritto di farlo per primo, perché non hai generato prole”. Sconvolto, l'uomo non ebbe il coraggio di tornare a casa e si ritirò in una sua terra di montagna e per quaranta giorni e quaranta notti supplicò l’aiuto di Dio fra lacrime, preghiere e digiuni.

Anche Anna, rimasta sola e col peso della sua sterilità, cominciò ad implorare il Signore di avere un figlio. La preghiera venne ascoltata ed un angelo le si manifestò annunciandole che avrebbe avuto a breve una figlia di cui tutto il mondo avrebbe parlato. Benché questi scritti non siano accettati formalmente dalla Chiesa, essi hanno comunque influito sulla devozione della santa.