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Palazzo Scopoli

Facciata di Palazzo Scopoli dal portale d'accesso
Facciata principale di Palazzo Scopoli

La storia di Palazzo Scopoli inizia nell'anno Mille e nel corso dei secoli l'edificio è stato silenzioso spettatore della storia del paese, cambiando svariate volte la propria destinazione d'uso.

Sorto come semplice ma vasto granaio-magazzino, esso divenne residenza del Capitano di Giustizia e del Vicario del Vescovo di Feltre. Dal 1273 il marzòl di Tonadico cominciò a conservare presso il Palazzo i “diritti” concessi dal feudatario alla comunità di valle, i cosiddetti Statuti. Nel 1329 il passaggio da zona d'influenza veneta a territorio dell'Impero d'Austria segnò l'arrivo dei conti del Tirolo e successivamente quello dei conti Welsperg della Val Pusteria. Questi ultimi ressero la valle per più di quattro secoli a partire dall'anno 1401 e proprio nei primi anni del XV secolo lasciarono l'edificio per trasferirsi a Fiera, paese divenuto centro amministrativo e commerciale della valle. Il palazzo restò comunque sede del marzòl finchè nel 1500 non venne ceduto agli Scopoli, che lo abbellirono ed ampliarono. Estinti tutti i componenti di questa famiglia di notai originari della val di Fiemme l'edificio divenne, tra l'800 e il '900, una sorta di residenza popolare, andando incontro al degrado.

Grazie ad un restauro iniziato nel 1999 e conclusosi nel 2003, Palazzo Scopoli è tornato ad essere sede amministrativa e contesto perfetto per mostre e manifestazioni culturali.

Il palazzo è caratterizzato dalla presenza di due bifore, tracce di affreschi, qualche portale in pietra e alcuni rivestimenti lignei all'interno. I locali del piano interrato riservano interessanti sorprese per i visitatori. Grazie all'iniziativa “Arte a Palazzo”, è infatti possibile osservare molte opere d'arte di artisti locali e non. Da non perdere una visita al luogo in cui un tempo i Marzoli della valle prestavano giuramento. Si tratta della cappella di Santa Maria Maddalena, che ospita alcuni stacchi di affreschi della chiesa di San Vittore e da pochi mesi anche un prezioso altare tardogotico della bottega di Ruprecht Potsch. Nel giugno 2007 infatti, alla presenza della vicepresidente della Provincia di Trento e assessore alla cultura Margherita Cogo, questo antico trittico è stato restituito alla comunità dopo essere stato oggetto di un lungo restauro che l'ha riportato agli antichi splendori.